Il GRIDO (Il Blog di Giovanni bonarRIGO)

sabato 29 marzo 2008

Produzione di BIODIESEL in Sicilia.














ENERGIE ALTERNATIVE promosse dalla Comunità Europea
.
Sicilia, disoccupazione... e SOLUZIONI.
.
Quanto più aumenta il costo del greggio, quanto più le industrie agricole cercano di correre ai ripari, producendo i bio-carburanti. Così, già dal 2005, è sempre più diffusa la produzione energetica di biodiesel: olio di colza e semi di girasole, impiegati già nel '700 nel Nord Europa per l'illuminazione pubblica (l'Olanda era l'unico Paese europeo che coltivava la colza per seme). Dai dati dell'European Biodiesel Board (Unione Europea Produttori di Biodiesel), è emerso che la prima nazione che ha iniziato a vedere nella colza la valida alternativa all'utilizzo del greggio, è stata la Germania, seguita da Francia, Italia e nell'arco degli ultimi due anni, anche Spagna e Gran Bretagna, con un forte rialzo nei mercati europei. La Commissione Europea ha dato il via libera all'istituzione in Italia, di sgravi fiscali per la produzione e l'impiego di biodiesel. Sgravi fiscali che saranno applicati solo ad una percentuale di biodiesel e copriranno una parte della differenza dei costi di produzione. Il tutto, entro una scadenza. Infatti il regime si concluderà nel 2010 e l'importo previsto per lo sgravio fiscale, calcolato su un periodo di quattro anni, è pari a 348 milioni di Euro. Il principale produttore al mondo di bio-combustibili è il Brasile, che ha investito notevoli risorse sin dal 1975, sfruttando le dimensioni territoriali e le condizioni climatiche. Di recente, India e Cina hanno manifestato grande interesse alla coltivazione e produzione di seminativi oleaginosi.
.
E' IL SECONDO PROGETTO del genere NELL'ISOLA.
.
Sei le aziende che hanno stipulato
i CONTRATTI DI PRODUZIONE

Anche in Sicilia, infatti, il processo di produzione di biodiesel è partito, ed anzi, il progetto di delle "bio-energie" inizia ad interessare le industrie. Già (recentemente) è stato siglato a Palermo il protocollo d'intesa fra gli assessori regionali all'Agricoltura, all'Industria ed i produttori agricoli che operano nel campo delle bio-energie. Fra i vari obiettivi che i rappresentanti del consorzio Agroenergie Sicilia si sono posti, c'è il raggiungimento di 45mila ettari di terreno da destinare alla produzione della colza. E' indubbio, che la produzione di questo tipo di combustibile, oltre a diminuire la dipendenza energetica e ridurre le emissioni di gas che alterano il clima, determinerà nuove opportunità di diversificazione di sbocchi produttivi, dunque maggiore, occupazione e reddito rurale.
.

Clicca il mio URL MySpace

Etichette:

venerdì 11 gennaio 2008

Sei domande a... chi sta leggendo!

(clicca sulla foto per ingrandirla)












Il giovane siciliano moderno (il quesito è:)

Il giovane siciliano, di che cosa pensate che abbia maggiormente bisogno per un futuro prospero e sereno, considerate le difficoltà dei tempi moderni? E perchè?
Ecco alcuni esempi:

1) Di anticipare il distacco dal cordone ombelicale, -in alcuni casi- chilometrico?

(Quì, mi riferisco al bamboccionismo siciliano, il quale regala al giovane, ancora oggi, anni di spensieratezza. In realtà -secondo me- gli ruba gli stessi anni da spendere nella "costruzione" pratica di un futuro solido e certo).

2) Maggiore impegno nello studio e nella formazione finalizzata al lavoro?

(Lo studio fine a se stesso non serve a nulla... se non alla mera cultura personale. Inoltre, non sempre, l'impegno del giovane moderno è tale da prepararlo effettivamente alla "discesa in campo". Conosco vari casi di "studio per passare il tempo" ...fortunatamente, non sempre è così).

3) Maggiore consapevolezza di se e delle proprie capacità?

(Mettersi alla prova fin da giovanissimi, è certamente un modo per scoprire le proprie capacità e svilupparle in un arco di tempo nel quale si ha la necessaria "freschezza mentale" e non si è oberati di beghe familiari proprie... e dai problemi dell'età avanzata).

4) Coraggio imprenditoriale?

(Intanto cerco di definirvi cos'è per me l'IMPRENDITORALITA'. La capacità di "spendersi" (accollandosene rischi ed oneri), in una "avventura" di libero imprenditore di se stesso. Partire da soli, creare un'azienda propria... nonostante gli (s)consigli degli altri, denoterebbe una inversione di tendenza contro quella sfiducia che sta dilagando da ormai troppo tempo al sud Italia e soprattutto in Sicilia).

5) Maggiore coinvolgimento nella politica attiva?

(Forse è la Politica il "motore" della società moderna? Se così fosse... bisognerebbe trattarla con maggiore interesse e coinvolgimento attivo. E, per COINVOLGIMENTO ATTIVO non mi riferisco alla semplice iscrizione (clientelare), ad un partito politico o al presenziare a qualche comizio, oppure a qualche convegno per i giovani, ma... invece... ad essere non solo propositivi, ma OMNIPRESENTI e ATTIVI nelle sedi giuste della politica... fin da giovanissimi e... in massa).

6) Il coraggio di dire BASTA alla politica?

(Forse la politica nen è altro che un "baraccone" ormai fuori dal tempo, creato apposta dai "capoccioni" per appropriarsi e tenersi stretto il POTERE senza pensare minimamente alle necessità vere del Popolo? Se è così, allora bisogna "voltare pagina". Voltare pagina, non è uno Spot di campagna elettorale, ma una riflessione che dovremmo fare tutti, -i giovanissimi per primi- ove non ritrovarsi "inculati" un domani. Quando gli "anni verdi" saranno ormai passati. Voltare pagina, potrebbe significare creare delle liste civiche di massa... ma ben organizzate e dalle IDEE CHIARE A TUTTI).

GRAZIE!
Giovanni BonarRIGO
http://www.giovannibonarrigo.it/

Etichette: ,

mercoledì 7 novembre 2007

E tu... per quale Sicilia sei?









Eeeh! si fa presto a dire: è questa la Sicilia!
In realtà, anche ad un abitante della stessa Isola, basta fare una gitarella dalla nostrana Messina fino a Siracusa, (dove si può ammirare la "Fonte Aretusea" o l'"Orecchio di Dionisio" per sempio), passare per Agrigento, (e scorgere imponente, la "Valle dei Templi"), per poi proseguire in quel di Trapani, ove, inerpicandosi su... fino ad Erice... (beh! se non ci siete ancora andati, andateci). E che dire della vicinissima Taormina? E dei tanti paesi dell'entroterra jonico? EBBENE: scoprire meraviglie immense è facile, tanto quanto sbattere il naso contro orrende realtà. Il più volte mensionato Patrimonio Storico Artistico, è quanto di più bello ed indescrivibile al mondo. Eppure, l'effetiva fruizione dello stesso, è quanto di peggio si potesse fare per evidenziarne le potenzialità turistiche. Il siciliano stesso, non è unico e puro nella tipologia di razza... egli è scindibile, almeno in due, (ma Leonardo Sciascia ne aveva individuato ben cinque), categorie. Uomo di potere e, rappresentante del Popolo. La struttura, quella nostra, è rigida e radicata nei secoli, e la tipologià di "sistema", quello siciliano, è difficile, molto difficile da sovvertire.
L'uomo di potere, individuabile in una percentuale di siciliani del 10 - 15%, detiene il 90% del patrimonio economico e politico. Il rimanente 85 - 90% della popolazione... deve necessariamente (oggi, e non nel medioevo), accontentarsi del rimanente 10%. Potere decisionale, programmi di Sviluppo Economico e Turistico-Culturale, appartenendo alla cosidetta "Casta", non possono e non potranno mai rispondere appieno alle reali necessità occupazionali del Popolo. Il popolo si arrangia, o si mimetizza nel "sistema". Lo ha sempre fatto... in certi casi inseguendo un fantasmagorico "stendardo" di progresso e promesse (politiche), in altri casi... confidando coraggiosamente sulla propria mente e sul proprio coraggio imprenditoriale.
Due tipologie di siciliani, dicevo all'inizio... due modi di vivere. Una sola Sicilia. Ricca ma indebitata, bella ma trascurata. Sono almeno due le sicilie... IMPOSSIBILE poterle riunificare!

Etichette: ,

venerdì 21 settembre 2007

INDIPENDENZA e AUTONOMIA siciliana?

PREMESSA:
Il primo personaggio, al quale (spero di poter far seguito ad altri), si allaccia idealmente a due "termini".
I "vocaboli" sono: INDIPENDENZA e AUTONOMIA.

Consultando il dizionario Garzanti, ad "INDIPENDENZA" corrisponde:
Condizione di chi può liberamente decidere del proprio comportamento. (_)Economica, politica,
le tre guerre di (_); quelle del Risorgimento... ecc.
Mentre, ad "AUTONOMIA" corrisponde: Capacità di governarsi, di dare a se stessi le leggi cui ci si sottomette;
per estens., indipendenza, libertà di agire: -di pensiero, capacità di pensare senza subire influssi di sorta.
Di una Regione, la facoltà che le è data dal potere centrale di governarsi, pur restando inalterata
la sovranità dello stato cui essa appartiene.
I termini "AUTONOMIA" e "INDIPENDENZA", sono stati spesse volte nella storia della nostra amata Sicilia...
abusati e/o strumentalizzati politicamente. Vedremo perchè ancora oggi... ma intanto andiamo ad un personaggio storico che, mi ha colpito e che, nel bene o nel male ha issato davanti a se il vessillo dell'INDIPENDENZA siciliana.

Salvatore Giuliano, chi era costui? Un Robin Hood di Sicilia (fra il 1943 e il 1950),
o nemico numero uno del Paese. E per Paese, intendo ovviamente l'Italia. L'intiera Penisola.
Ad ascoltare i cantori di un tempo, (qualcuno rimane ancora oggi), sembrerebbe proprio che,
Giuliano sia stato un Eroe, un Liberatore dei poveri "strazzati", affamati e disperati.
A leggere la storia, che dopo cinquant'anni, ancora conserva in se dubbi e lacune immense,
sembrerebbe inequivocabile la "vocazione" delinquenziale del personaggio.
Anzi, il "re" di Montelepre, come venne soprannominato Giuliano, si rese colpevole di numerosi omicidi, rapimenti, assalti a caserme e ad associazioni di coltivatori.
Ma, la cosa più tremenda di ciu si rese protagonista, fu la strage di Portella della Ginestra.
Non avesse compiuto questo tremendo massacro di innocenti, forse oggi, osanneremmo comunque un Eroe.
Primo Maggio 1947. Quel giorno, contadini con donne e bambini, che, come in una mattinata in festa, procedevano
pacificamente nella vallata di Piana degli Albanesi. Sventolavano bandiere rosse. Quella folla, animata da entusiasmo, non aveva esitato a percorrere diversi chilometri, anche a piedi, per sentire parlare di occupazione di terra da coltivare.
Terra da zappare per vivere. D'un tratto da un cespuglio dall'alto di Monte Pizzuto, parte la prima raffica di mitraglia.
Urla e sangue, morti che stramazzano sull'erba. Cinque interminabili minuti... di fuoco, terrore e morte.

Ma, quando nacque il "Salvatore Giuliano il bandito"? Probabilmente il giorno in cui, fermato da una pattuglia di Carabinieri a cavallo, venne "pizzicato" a trasportare farina di contrabbando. Il contrabbando in quel periodo di profonda carestia e fame, era l'unica risorsa alla quale i contadini si potevano aggrappare. Il ragazzo, aveva percorso diversi chilometri per acquistare quel grano.
Grano che in parte gli sarebbe servito per la propria famiglia, e in parte avrebbe venduto ad un prezzo alto, ai vicini di casa.
Vogliono portarlo in prigione i Gendarmi, ma lui tenta di scappare. Un Carabiniere per fermarlo gli spara, lo ferisce, Giuliano che ha una pistola al segiuto risponde al fuoco e lo uccide sul colpo.
Da quel momento, diventa un nemico della legge, un assasino. Scapperà, si rifugerà sulle montagne, la sua vita non sarà più la stessa, braccato dalle Forze dell'ordine per sette anni. Costituirà una banda di taglieggiatori.
Una banda ben armata, vista la grande quantità di armi lasciata sul luogo dalla guerra. Ma, fino a quando non scenderà a patti con la mafia del luogo, Giuliano, rappresenterà per molti "il Liberatore". La speranza di una Sicilia Libera e indipendente.
Se ne parla ancora ai giorni nostri, di Sicilia Indipendente, ma ancora oggi, rimane un sogno. Una promessa mai mantenuta.
Ma torniamo al "re" di Montelepre; dicevamo che il popolo dei disperati era con lui, fino a quando la mafia lo ha mandato
a chiudere loro la bocca col piombo a Portella della Ginestra.

L'idea separatista di Giuliano. Fu, l'uomo di cui tutta l'Europa (e non solo), parlò. L'uomo che mise in ginocchio lo Stato.
Fosse ancora vivo mio nonno Giovanni, (al tempo Carabiniere), potrei chiedergli i dettagli della sua Idea Separatista,
(voleva annettere la Sicilia agli Stati Uniti d'America), o della discesa delle forze armate dal nord, (Esercito, Polizia), appositamente per annientarlo.
Delle torture perpetrate in caserma ai suoi parenti ed ai suoi presunti amici, per farli parlare.
Dei titoli sui giornali dell'epoca. Della sua morte, tradito dal suo migliore amico, Gaspare (Aspànu) Pisciotta.
Giuliano nuore crivellato da colpi di mitra, nella casa di Cortile De Maria a Castelvetrano. Lo uccidono le forze dell'ordine?
O forse viene ucciso altrove da un solo uomo, magari colpito alle spalle, e poi trasportato in quel cortile già morto? Ma questo poco importa!

Chi fu dunque Salvatore Giuliano? Uno che non voleva fare il contadino per campare. Un semianalfabeta, perfino ingenuo
quando pensava di poter separare la Sicilia dal resto d'Italia, servendosi di un esercito di zappaterra e per di più, illudendosi
di essere appoggiato dalla mafia in questo. Assasino e Liberatore, rapitore ed illuso. Illuso di liberare la Sicilia dalla fame.
Oggi, questa stessa Sicilia, una terra ancora in cerca di se stessa, vorrebbe sconfiggere un nemico occulto. La Mafia!
Ma, per cui martiri della Giustizia hanno immolato la propria vita, sembra impossibile da attuarsi.

Basta dare al popolo (tutto il popolo), dignità e lavoro onesto, e liberarlo dal clientelismo.
Era forse per questo, che Salvatore Giuliano "ù banditu" voleva l'INDIPENDENZA?

Ancora oggi, come vi avevo anticipato, si abusa il "termine" AUTONOMIA.
Politicamente parlando, un esempio su tutti... l' "MPA". Movimento per l'Autonomia.
Autonomia? E da chi, da che cosa? Come tutti sappiamo, la Sicilia è già una Regione a Statuto Speciale.
Ha quindi delle leggi su misura. Però, come abbiamo visto sopra, dal Dizionario, si è AUTONOMI,
"pur rimanendo sottomessi alle leggi dello Stato a cui si appartiene". Ma, è dallo Stato italiano,
che vogliamo prendere le misure, o da realtà nostre? Da problemi interni e pregressi?
Oggi, più di un campanello di allarme, annuncia una Crisi Regionale preoccupante:
ad es. i cosidetti "tagli" ai servizi!
Sembra che il popolo non si avveda appieno, della gravità di ciò che sta per succedere.
Non credo che esso abbia fiducia nella politica, in quanto, destra e sinistra hanno mostrato in questi anni, (in modi differenti), quanto la politica nazionale sia distante dal Popolo.
E allora? Visto che un siciliano che" muove" le folle non esiste al momento... c'è chi pensa ad un comico di piazza di nome Beppe Grillo... ma di questo, parleremo un'altra volta.

Giovanni BonarRIGO

Etichette: