Il GRIDO (Il Blog di Giovanni bonarRIGO)

giovedì 3 aprile 2008

Su JoniaNews di Aprile i miei pezzi.

Vi parlo di Caravaggio e... rispondo ad una vostra lettera.

Da ormai parecchi mesi io scrivo sul mensile JoniaNews. Quì, mi occupo prevalentemente di Spiritualità. Sul numero di APRILE, (che oggi esce nelle edicole della riviera jonica), in questa occasione, però, troverete un mio "pezzo" su Michelangelo Merisi detto "Caravaggio". Per la cronaca, lo avete già letto su questo blog, nel post del 20 febbraio 2008. Nell'articolo, vi parlo anche della mia Mostra di Pittura al Museo Pigorini di Roma. Svoltasi tra il 26 ed il 29 Febbraio scorso, in occasione del primo Convegno dell'Associazione Nazionale Banche del Tempo. Sempre su JoniaNews di Aprile, rispondo ad una lettera inviatami sotto Natale, (che volete... adesso me l'hanno pubblicata). Vi invito a leggerla.
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P.S. da oggi potete commentare i post del mio blog anche in forma semplice e... anomima.
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video
Clicca il mio video sul "soldatino e la fatina".

IO GEOMETRA

Clicca il mio progetto per il FOTOVOLTAICO

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martedì 1 aprile 2008

Siate semplici e puri come bimbi, disse Gesù!

"Sono venuto per i peccatori... non per i giusti".

Un giorno un uomo fu "chiamato"... ad una Preghiera Comunitaria in una chiesa che non conosceva. Erano quattro gatti, riuniti al cospetto di un prete dalla barba e dai capelli bianchi. Un po' titubanti i fedeli... perfino il parroco non nutriva grande ottimismo... ma, l'uomo venuto per ultimo ebbe parole di fiducia per i fratelli. "Abbiate pazienza, verranno altri oggi, e questo gruppo, vedrete, crescerà sempre di più". Da dove veniva quell'uomo? Cosa lo induceva a sbilanciarsi in dichiarazioni così ottimistiche e rassicuranti, lui che era un laico, lui che era un comune peccatore? Eppure, quel giorno quella chiesa a poco a poco si riempì di gente e poi, quel Gruppo di Rinnovamento dello Spirito crebbe davvero. Forse perchè guidato da un santo Parroco Missionario, o forse perchè voluto da Dio stesso? Nei giorni, nei mesi, negli anni, ognuno portò in preghiera le proprie miserie, le proprie debolezze, il proprio umano io. Desideroso di aiuto, desideroso di pentimento. Chi sfiduciato, chi solo e triste, chi povero... chi schiavo dei propri errori della vita. E, chi in un modo chi in un'altro... si sentirono liberi da un peso, forti di qualcosa che non avevano mai provato dentro di loro stessi. Quell'uomo che aveva dato fiducia agli altri, se interrogato, sapeva darsi solo la più semplice delle risposte. E' la volontà di Dio, diceva. Eppure, un giorno, il Prete dalla barba bianca, venne chiamato in disparte da uno che passava ma non per caso. Questi volle appartarsi con il Sacerdote, perchè aveva da raccontargli un fatto importante. Iniziò: "U sapiti Patruzzu? Quell'uomo lì... (e lo indicò da lontano senza farsi scorgere), du cristianu ddà, u sapi vossìa chi cristianu ièti? Chiddu ieti un cristianu sgarbutu". Il Prete gli rispose: "Vedi figliolo, non dubito che quell'uomo che indichi tu possa essere stato sgarbuto, ma posso dirti cosa è diventato all'interno di questo gruppo. Il migliore di tutti. Vedi caro figliolo, quì, noi non chiediamo ai fratelli quali essi erano o cosa facevano, nè siamo quì, come nostro Signore Gesù ci insegnò, per i giusti, ma siamo quì per aiutare chi vuole convertirsi a vita nuova". Ecco, cosa rispose il Prete Salesiano. E, l'uomo che era venuto a portare la accalorata notizia... se ne andò attonito e confuso.
(CONTINUA...)
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domenica 9 marzo 2008

Siamo tutti Lazzaro!

Quinta Domenica di Quaresima
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E siamo alla quinta di quaresima, (la prossima, festeggeremo la domenica delle Palme), leggiamo il vangelo di Giovanni (11, 3-7. 17, 20-27. 33b-45). In quel tempo, ³le sorelle di Làzzaro mandarono a dire a Gesù: "Signore, ecco, colui che tu ami è malato". 4All'udire questo, Gesù disse: "Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinchè per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato". 5Gesù amava Marta e sua sorella e Làzzaro. 6Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. 7Poi, disse ai discepoli; "Andiamo di nuovo in giudea!".
17Quando Gesù arrivò, trovò Làzzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. 20Marta disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato quì, mio fratello non sarebbe morto! 22Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà". 23Gesù le disse: "Tuo fratello risorgerà". 24Gli rispose Marta: "So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno". 25Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?". 27Gli rispose: "Si, o Signore, io credo che tu sei Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo". 33Gesù si comosse profondamente e, molto turbato, domandò: 34"Dove lo avete posto?". Gli dissero: "Signore, vieni a vedere!". 35Gesù scoppiò in pianto. 36Dissero allora i Giudei: "Gurda come lo amava!". 37Ma alcuni di loro dissero: "Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?". 38Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. 39Disse Gesù: "Togliete la pietra!". Gli rispose Marta, la sorella del morto: "Signore, manda già cattivo odore: è lìda quattro giorni". 40Le disse Gesù: "Non ti ho detto che, se crederai vedrai la gloria di Dio?". 41Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: "Padre, ti rendo grazie perchè mi hai ascoltato". 42Lo sapevo che mi dài sempre ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perchè credano che tu mi hai mandato". 43Detto questo, gridò a gran voce"Làzzaro, vieni fuori!". 44Il morto uscì, in piedi e le mani legate con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: "Liberàtelo e lasciatelo andare". 45Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
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lunedì 18 febbraio 2008

Cos’è un Gruppo di Rinnovamento dello Spirito?

Questa, la domanda che mi pongo oggi.
Da laico quale sono, tenterò di dare una risposta esauriente. “Un Gruppo di Rinnovamento è una piccola chiesa nella grande Chiesa cristiana”. Cosa voglio intendere con ciò? Cominciamo dal termine Chiesa… (intesa come istituzione cristiana, ma anche come parrocchia). Essa, da sola dovrebbe bastare e sovrabbondare al battezzato ad insegnargli: una sana e giusta vita terrena; il rispetto del prossimo; la condivisione l’un l’altro dei pesi (che alcuni chiamano impropriamente “croci”) della vita; la graduale purificazione dai peccati; l’elevazione dello spirito; la ricerca dei carismi. Ma, evidentemente non è così.

Perché, il Cristiano dovrebbe frequentare un “Gruppo di Rinnovamento”?
Per esempio, perché, le nozioni di fede che il battezzato adulto (come il giovane), porta con se ogni giorno, sono spesso sommarie e deboli. O ancora, perché ognuno di noi è il figlio di Dio che viene “chiamato” a svolgere una missione. La “parola” del Vangelo, insegna che un uomo non percorre mai per caso un cammino. Se viene chiamato a frequentare un determinato ambiente in un particolare momento della propria vita, c’è sempre un disegno divino. Il “G.d.R.” può aprire gli occhi (dal punto di vista religioso), a chi non sapeva o a chi credeva di sapere.
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Molti sono i chiamati, pochi gli eletti.
Persino un uomo (o una donna), che tutta la vita ha vissuto in modo sconsiderato, può pentirsi e convertirsi! Lo dice la “parola” della Bibbia. Ma, il “chiamato” da Cristo, è sempre libero di decidere. E’ libero di dire anche no. Il “G.d.R.”, ma anche il volontariato laico e persino le gravi necessità della propria famiglia, possono trasformare e rinnovare l’uomo. Chiunque e a qualsiasi età. Se poi pensiamo che non solo gli assassini o i rapinatori si devono considerare peccatori, ma anche tutti noi che viviamo sulla Terra, comprendiamo come sia necessità di tutti cercare Dio prima di ogni cosa.

Il Gruppo” è una “scuola” che forma, ma poi?
Una volta iniziato il “cammino”, ci si domanda: Quanto tempo devo dedicare alla preghiera, quanto alla lettura delle sacre scritture, quanto alla meditazione interiore ogni giorno. Ma non bastava la Messa della domenica? Se andare a Messa bastasse, se fosse sufficiente ascoltare le parole del Prete, allora un “Gruppo di Presenza Biblica” (altro modo di chiamare i G.d.R.), non avrebbe motivo di esistere. Invece, mai come nei tempi moderni, la società cristiana necessita di “introspezione”. Se da un lato, veniamo “bombardati” dalle modernità apparenti della società in cui viviamo, (spesso cadendo in facili entusiasmi e perfino in contraddizioni macroscopiche), dall’altro, leggere il Vangelo in modo attento e approfondito, può essere il primo passo per ridarci il giusto slancio per la formazione alla Fede. Ma c’è il lavoro, la famiglia, i guai quotidiani piccoli e grandi, in poche parole… non c’è tempo per pregare. E, se anche troviamo il tempo per la preghiera della sera e del mattino, perché all’interno del “gruppo” abbiamo imparato a farlo, ci dobbiamo sentire arrivati? No, purtroppo! La formazione di cui sto cercando di esaminare i lineamenti, non si ferma all’Ave Maria ed al Padre Nostro, ma comincia da essi. La “frequentazione” da sola non basta, infatti la preghiera senza le opere è nulla. E vedete che, compiere opere buone non sempre è gradito o facile. Comunque, vedranno chi oggi siete da ciò che farete… adesso che sapete”. Vedranno “il cambiamento” da come vi amerete l’un l’altro.

Affrontare gli altri con le loro problematiche, può essere molto difficile.
Poiché, una cosa è leggere, un’altra è scrivere bene, ma ben altra cosa è mettere in pratica gli insegnamenti. E poiché, ognuno e scaltro ad evidenziare i difetti dell’altro, spesso ignorando i propri, tutto diventa più difficile se ci si affida a se stessi e non a Dio. Umiltà a chi non è umile, semplicità a chi non è semplice, (per esempio), sono due carismi da ricercare. E io ne so qualcosa. Quindi, per primo… devo continuare ad andare a… “scuola di fede”.




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domenica 10 febbraio 2008

Prima domenica di Quaresima





Non di solo pane ti ciberai...
...ma della "parola" di Dio.
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Ed eccoci alla prima Domenica di Quaresima, periodo di quaranta giorni che ci condurrà alla Pasqua di Resurrezione. (Vangelo - Mt 4, 1-11) In quel tempo, ¹Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. ²Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. ³Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, dì che queste pietre diventino pane".4Ma egli rispose:"Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio".5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perchè il tuo piede non inciampi in una pietra". 7Gesù gli rispose: "Sta scritto anche: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo".
8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: 9"Tutte queste cose io ti darò, se gettandoti ai miei piedi, mi adorerai". 10Allora Gesù gli rispose: "Vàttene, satana! Sta scritto infatti: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto". 11Allora il diavololo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servirono.

Cosa deduco da ciò? Avere la pancia piena ci fa sentire bene, ma ci basta solo questo? TV, e mass-media in genere, ci dettano quali devono essere gli stereotipi di potere, di ricchezza, di agiaterzza. Vorremmo, essere ricchi e ossequiati come loro... ma saremmo felici allora? Emulare i nostri idoli è lecito, ma non è quanto ci insegna la fede Cristiana. Meglio sarebbe, contribuire ed operare per la crescita civile e culturale, (con le nostre forze), al benessere della società in cui viviamo. Ottenendo, non solo "la gioia di Gesù e nostra", ma l'elevazione completa di noi stessi.

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venerdì 8 febbraio 2008

Ieri "Giovanni il Battista", oggi... NOI!




________Io, "Grido66" su You Tube _________


Clicca (i miei video religiosi)

Siamo entrati da poco nel periodo di Quaresima, quaranta giorni che ci condurranno alla Pasqua di Resurrezione. Resurrezione di Gesù, che per millenni fu annunciato dai profeti, per essere poi condannato sulla croce. Ma egli risorge e, prima di ritornare dal Padre, consegna la missione di fede ai suoi Apostoli ed ai suoi discepoli. Ma, in questo ipotetico "viaggio" dall'annuncio alla nascita, ai miracoli, alla resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, voglio iniziare dal personaggio biblico (forse) meno raccontato, il "precursore" Giovanni detto il Battista.

(Vangelo - Gv 1, 29-34) Gesù è indicato dal Battista come l'Agnello di Dio. Il termine in aramaico significa servo, ma anche agnello sacrificale, agnello pasquale simbolo della liberazione d'Israele dalla schiavitù dell'Egitto. Egli è l'eletto sul quale Dio ha manifestato la sua gloria (lo spirito Santo); per questo attraverso la sua passione potrà battezzare e santificare nello Spirito tutte le genti. Il Battista è colui che dopo aver progredito nella coscienza di Cristo, rende testimonianza di ciò che ha visto.

Di questo "personaggio" biblico, più di ogni altro (oggi), mi ha ispirato la sua vita, il suo messaggio, la sua missione di "precursore" di Cristo stesso. Quasi tutti sanno chi fu Giovanni il Battista, cugino di Gesù, nato da una donna che tutti dicevano sterile. Egli, raggiunta l'età della ragione, predicava nel deserto, si nutriva di radici e di miele selvatico, indossava come mantello una pelle di capra... eppure anche così, compì pienamente ad un grande compito, "annunciare" la venuta del Messìa. Apriamo una parentesi su un altro personaggio relativamente (1200 d.C.) più recente: Francesco d'Assisi, un uomo che per annunciare e ricostituire i veri e fondamentali valori della Fede Cristiana, rinunciò a ricchezze immense che gli spettavano di diritto dall'essere figlio di un ricco mercante, "spogliandosi" materialmente di ogni bene terreno. Anche Francesco veste di stracci, di lana grezza rattoppata e sudicia, eppure porta la "parola" fra lebbrosi e mendicanti. Sembra proprio che non possano convivere nell'uomo illuminato da Dio, ricchezza terrena e "parola", ma invece convivano povertà e rispetto per l'ultimo. Ma torniamo al Battista, a questo predicatore che grida il suo messaggio fino alla sua carcerazione ed alla morte per decapitazione. Egli vedrà colui di cui tanto ha predicato, proprio nelle acque in cui battezza il suo popolo, e dirà: "Ecco l'agnello di Dio". In quell'istante, Giovanni sente di essere al culmine del suo "compito" terreno, quale che sia la sua fine prossima, lui ha messo la sua vita nelle mani del Creatore. Tanto potrei narrarvi di "Colui che gridò nel deserto", ma voglio concludere attualizzando brevemente, un messaggio sempre valido fra popoli differenti e differenti epoche... fino alla nostra ed oltre.

Siamo nel ventunesimo secolo, nell'era dell'informatica, di Internet... anche i missili sono oggi "intelligenti". Eppure, a mio modesto avviso, mentre ci prepariamo a mettere piede su Marte, ci manca qualcosa sulla Terra. Non a tutti, ma a tanti di certo. Coscientemente o no... cerchiamo il nostro scopo, il nostro "stendardo" della vita, e mentre "sgomitiamo" per un posto al sole, voltandoci indietro, potremmo essere anche noi dei messaggeri di Gesù, proprio come lo fu il Battista. Questo non significa che dobbiamo vendere tutti i nostri averi e vestirci di sacco gridando per le strade come forsennati agli errori e gli orrori del'umanità, nè che dobbiamo lucidare gli altari di tutte le chiese e sbaciucchiare statue di santi, per sentirci "giusti"... ma ci dovremmo fermare almeno dieci minuti al giorno a riflettere, a "meditare": oggi, mi sono comportato con coscienza? Ho prevaricato qualcuno? E, se siamo ancora più "liberi" e disponibili ad essere "messaggeri" noi stessi, allora tanto di più possiamo fare per la povera gente che ci circonda o che, lontana da noi soffre e mendica ciò che a noi pare essere l'ovvio stretto necessario.

Questa, la riflessione che mi ha ispirato Giovanni. Non che io abbia scoperto l'acqua calda, ma certe volte ciò che appare ovvio e scontato ai più, è proprio ciò che meno ottiene la nostra attenzione quotidiana. Vi ho parlato di un "messaggero" di nome Giovanni, ma avrei potuto parlarvi di un "conquistatore" come l'Imperatore Napoleone Bonaparte, o di un "bandito" siciliano come Salvatore Giuliano. Enormemente diversi tra loro, ma certamente tutti uomini, (e per me cristiano), tutti figli di Dio. Si saranno chiesti anche questi ultimi, nelle loro diametralmente opposte personalità... "il senso della loro vita terrena"?

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domenica 20 gennaio 2008

E Giovanni disse: "Ecco l'agnello di Dio!"

Il Battista, addita Gesù!

Dal Vangelo di Giovanni (1, 29-34) In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: <ecco l'Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è davanti a me, perchè era era prima di me". Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perchè egli fosse manifestato a Israele. "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito Santo. E io ho visto e testimoniato che questi è il figlio di Dio!>.
Noi popolo cristiano moderno, siamo chiamati a "vedere", ad "annunciare" Gesù ai nostri fratelli. A portare il nostro amore fra la gente. Siamo chiamati a non aver paura, a non vergognarci della nostra fede cristiana. Mentre è ancora recente l'eco del Santo Natale, mentre udiamo notizie di rifiuto come quello della maestra elementare, (che vietò in una sua classe di disegnare Gesu bambino); mentre udiamo nei TG, del rifiuto di docenti e di studenti dell'Università "La Sapienza" di Roma, (realtivamente alla visita annunciata di Papa Joseph Ratzinger), non possiamo fare altro che "annunciare" che Dio è il Signore! Lui, (che ci è Padre e che ci ha creati), non entra nelle nostre vite se noi non lo vogliamo. Lui, rispetta la nostra volontà di uomini liberi... ma ci chiama a non perderci in noi stessi. Ci attende pazientemente, oltre le mode, qualsiasi sia la nostra razza e il nostre credo. Gesù, venne per tutti, annunciò la "parola". Egli, ci insegnò ad amare... i nostri nemici.

N.B. Se il "tema" "Religione" o "Riflessioni della Domenica" vi interessa... cliccateci sopra, e leggerete tutti di seguito i POST relativi ad esso.

Questo è il POST numero 100... che ho scritto su questo BLOG!

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domenica 13 gennaio 2008

Quella storiella raccontata da un Prete

Non molto tempo fa, un Prete, raccontò in chiesa una storiella (che disse di aver tradotto dall'inglese). Da questa trasse poi una morale. Pare che un uomo percorrendo in automobile una campagna desertica forò una gomma e dovette fermarsi a cambiarla. Aperto il cofano per cercare il martinetto (altrimenti detto comunemente Cric), non lo trovo. Cercò ancora in tutta l'auto, ma niente. Allora disperandosi pensò di proseguire in auto pur con la gomma a terra. - Distruggerò il pneumatico, disse tra se, ma magari proseguendo incontrerò qualcuno... o qualche casa abitata. Dopo un po', di percorso a passo d'uomo... intravvide una casa dalla quale brillava una finestra illuminata. Sul momento si rinquorò e giudando disse ancora tra se: -mi farò prestare un martinetto, e se il benefattore vorrà qualcosa in denaro per il disturbo, beh! glielo darò! Intanto era già tardi, il sole era tramontato da un pezzo e, l'uomo avvicinandosi alla casa ragionava ancora: -e se mi chiedesse mezzo dollaro o un dollaro? Glielo darò perchè è guisto. Scese dall'auto e continuò a dire a se stesso: -e se vorrà cinque dollari per avermi prestato il martinetto? Beh! glieli darò vista l'ora e il disturbo! Intanto, mentre si avvicinava percorrendo il sentiero quella luce si spense. -Porca miseria! Sarà andato a dormire! Gli potrò ancora suonare al campanello? Lo disturberò? Si arrabierà? Ma si! E... se per averlo risvegliato mi chiederà dieci dollari? Ma! dovrò soccombere per il bisogno! Non si dava pace e... giunto quasi alla porta di quella casa: -E... se mi chiederà venti dollari? Mascalzone! Farabutto! Approfittatore delle disgazie altrui! Suonato il campanello l'uomo che abitava quella casa scese ad aprirgli la porta. Allora, in preda all'ira gli disse: -Voi ve ne fregate dei guai della gente... ora che vi eravate coricato penserete di prendermi per la gola! Chissà che cifra mi chiederete! Mascalzone che siete! E tenetevelo pure quel maledetto martinetto! E, agitando nervosamente le mani per aria andò via.

MORALE DEL RACCONTO
Quante volte giudichiamo gli altri senza averli interpellati. Quante volte tiriamo delle somme e delle conclusioni che (magari), nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti. Il peggio è che facciamo questo anche con Dio. Ci autogiudichiamo, e in alcuni casi ci condanniamo da soli... per poi dire che Lui ci ha abbandonati a noi stessi. Quindi, in preda allo scoraggiamento, (magari), facciamo lo sbaglio più grosso... allontanarci furiosi dalla sua Santa e retta Via. Per commettere peccati maggori.

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martedì 18 dicembre 2007

Merry Christmas!

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venerdì 7 dicembre 2007

Per la Festa della Madonna!

Oh! Madre Immacolata!

Oh Madre del Nostro Gesù, Buono e Immenso,
oggi è la Tua Festa, il tuo Santo giorno,
e per ciò che io prego e a Te penso,
fa presto fra noi il Tuo ritorno.

Maria Immacolata, Madre del Sì divino,
dona ai cuori tristi, alle spoglie menti,
il Tuo Santo aiuto, col Tuo Bambino,
e fa che ogni uomo candido diventi.

Nulla noi siamo, popolo di figli,
di regalare al Mondo un Natal Santo,
a Gesù bambino tu sola digli,
perchè di Pace e Gioia abbiam disìò, sai quanto.

Giovanni bonarRIGO

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martedì 16 ottobre 2007

FRANCESCO D'ASSISI, IL SANTO CHE RICOSTRUI' LA CHIESA


Fra la fine del XI secolo ed i primi decenni del XII, (1181- 1226), è vissuto un uomo, divenuto Grande, per aver scoperto Dio. Nella povertà, nella sofferenza, nella condivisione dell'altrui croce, contemplando e lodando il Signore, la natura con tutte le sue cose e le sue creature, il fraticello di Assisi, diede un forte scossone ad una "Chiesa" medioevale, ormai dedita alle gozzoviglie, al potere temporale, alle ricchezze, così, sprofondata nei peggiori peccati.

LUI, fu... LO STRUMENTO DI DIO!
Eppure, Francesco, figlio di un ricco mercante, Pietro Bernardone (o Di Bernardo), nasce come ragazzo viziato... al quale non mancheranno svaghi, donne, amici... e soldi da spendere e spandere. Lui, che fuggiva la vista dei lebbrosi e rifuggiva poveri e miseria, "sente" la chiamata di Dio. RIFLESSIONE: Ogni uomo, è chiamato ad un compito, ad una missione. Che essa sia: formare una famiglia, oppure costruire un impero, o dedicare se stesso a chi sta peggio ed è l'ultimo dei poveri.

Veste di tela ruvida e un cordone ai fianchi. Una tonaca, consumata dal tempo, dalle sue notti all'addiaccio sulla nuda terra, rattoppata come per il più povero dei mendicanti. Avverte la vergogna e l'ndignazione provata da un padre, che per lui, sognava un futuro da ricco Cavaliere. Eppure, Francesco, forte della luce divina, conscio della sua cultura, e trascinato dalla sua insanabile allegrezza di giullare, mendica fra coloro che una volta lo veneravano, e adesso lo scacciano come fosse un appestato. Non si scoraggia, anzi, presto fa proseliti. Conterà fra i suoi seguaci, giovani, che come lui, non avevano mai vissuto in povertà, ma accoglierà anche tanti poveri e lebbrosi. Il Vangelo sarà la sua "Regola", la natura stessa la sua compagna. Fratello sole, sorella luna, ...sorella morte corporale.
I potenti della Chiesa di Roma, si chiederanno presto, se sia eretico oppure il vero e unico servo fedele di Cristo. Si vergogneranno i potenti, (spero proprio tanto), dei propri abiti lussuosi, delle immense cattedrali, costrite in nome di Dio stesso. Lo accoglierà il Papa, e, non prima di vicissitudini avverse, sarà illuminato (in sogno), da Dio stesso. Il poverello di Assisi sorregge sulle sue spalle una "Chiesa" in rovina.

RICOSTRUI' la CHIESA
Poroprio dal desiderio di ricostruire un vecchio rudere di chiesa, iniziò il suo cammino di conversione... ma non era quella la chiesa ammalata... ma la "Chiesa" Cristiana di Roma. Ma, prima, in una pubblica e gremita piazza, sorprende tutti, (fra i presenti anche alti prelati), spogliandosi letteralmenteda ogni bene terreno. Rimanendo nudo davanti alla folla. Crederlo pazzo, era il minimo, in un epoca in cui gli eretici ed i maghi, venivano bruciati vivi, Francesco si espose ad un rischio tremendo.

PARLAVA agli ANIMALI, alla NATURA
Non è facile spiegare con parole, come un uomo possa veramente dialogare con gli animali del bosco, e con essi, possa lodare il Creatore. Si narra addirittura di un lupo feroce ed affamato, (il lupo di Gubbio), che, disceso in paese, minacciò il popolo astante. Francesco gli parla, gli si avvicina, lo accarezza, la bestia si ammanzisce. Un miracolo!

IL LEBBROSO GUARITO
Il profondo desiderio di Francesco, era, non tanto di guarire il corpo di ogni sofferente, ma prima ancora la sua anima. Così, trovandosi fra lebbrosi, venne provocato aspramente da uno di essi, che lo considerava un ciarlatano, al cospetto di se stesso, che il destino aveva voluto deturpare orrendamente nel corpo, rendendogli le carni putride e puzzolenti e grondanti sangue e pus. Francesco si ritira in preghiera, e chiede a Dio stesso cosa fare per il fratello. Ritorna da questi, e gli si mette a completa disposizione. Il lebbroso, pieno di astio, coglie l'occasione e (sicuro che il tanfo che neanche egli stesso resite lo dissuaderà dal farlo), gli chiede di spogliarlo e lavarlo interamente. Francesco lo fa. Miracolosamente, però, dove passa la mano del poverello di Assisi, la carne del lebbroso viene guarita. Ogni piaga svanisce. Il lebbroso se ne avvede, e, come colpito nell'anima, da una forza sovrannaturale, inizia piangere. Ecco un miracolo, che non si limita a un semplice guarigione corporale, ma anzi, converte un uomo nel modo più profondo e mereviglioso.

Le STIGMATE di FRANCESCO
Si narra di immense sofferenze patite da Francesco, di una malattia, che lo renderà praticamente cieco, eppure, continua nella sua Lode, dettando "Il Cantico delle Creature". Il giorno in cui sarà segnato dalle stigmate a mani, piedi e costato sul monte Verna, possiamo solo immaginare il momento di gioia e dolore, paura e beatitudine di Santo. Forse, sarà stato in mezzo ad un prato verde a pregare, o all'mbra di una umida grotta, ma sempre in "ascolto" della voce di Dio. Morirà giovane, Francesco, e, contrariamente alla prassi della Chiesa Cristiana, che prevedeva al tempo, un periodo lunghissimo per la canonizzazione, passeranno non più di ventiquattro mesi.

CHI RAPPRESENTA OGGI SAN FRANCESCO D' ASSISI PER NOI?
Il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica (festa in Italia). Non è importante che oggi sia il patrono d'Italia, (è stato proclamato patrono d'Italia da papa Pio XII nel 1939), ma, che egli abbia operato come nessun altro. Non con la forza, non con le armi, ma con la "parola" e la "fede". Mentre in terra santa si combattevano le Crociate, Lui, che lì era voluto arrivare, scopriva ritornando, che ogni terra è "Terra Santa" e, in ogni Cuore ci può essere Dio se noi lo vogliamo. Ieri, come oggi. Si, oggi, mentre milioni di uomini soffrono la fame e le Superpotenze perperano milioni di dollari in armi e guerre, per un solo "vero" obiettivo: il Potere! Mai come oggi, abbiamo bisogno di Pace e di un uomo come Lui, che la predichi con forza!

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giovedì 11 ottobre 2007

LORO SOFFRONO? E iò... chi cci pozzu fari?


E' vero, con tutti gli impegni che abbiamo, spesso non abbiamo il tempo di riflettere sui perchè della vita. Quando, proprio il nostro vicino di casa ha bisogno di un po' di compagnia. Egli è vecchio e ammalato, o è solo; o è povero... e noioso! Quando un nemico ci ha fatto del male e odiamo anche la sua progenie, che nulla ci ha fatto di male. Quando invidiamo l'altro, perchè è più ricco, perchè è più intelliggente... perchè è... più scaltro!

Eppure, quella volta che andiamo a Messa, spesso la predica verte su questi temi. "Ama il tuo prossimo come te stesso". Non dare una scarna elemosina fuggendo via dallo sventurato e dalla sua tristezza. Non avere falsa pietà, ma rispetto per l'altro. Perdona chi ti odia e non desiderare la roba d'altri.

Ma, uscendo dalla chiesa, già incontri nella ressa, il tal personaggio... e salutandolo, già dimentichi quanto distrattamente ascoltato poco prima. Eppure, nello stesso banco, eri spalla a spalla con un povero cristo... che ti ha dato il suo segno di Pace, alzatoti, nella stessa fila hai preso la comunione... eppure, varcata la porta, è come se una forza occulta ti spingesse a correre verso... te stesso. Anche se non c'è effettivamente nessuna fretta.

Il giorno dopo... leggi il giornale, e nuovamente scopri terribili verità lontane e vicine. E iò, chi ci pozzu fari?, ti domandi ancora perplesso!

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lunedì 1 ottobre 2007

Gesù, vuole tutto da noi, perchè Lui ci ha dato tutto tutto se stesso!

Quante volte, diciamo di voler fare la volontà di Dio, ma... messi alla minima prova, troviamo delle scuse, delle scappatoie. Diciamo, per discolparci: "io sono fatto così... che ci posso fare?"
Quante volte, facciamo una elemosina... "per fare come gli altri". Quante volte, -se ci andiamo- andiamo a messa solo per ascoltare... e ci distogliamo anche da ciò.
Quante volte, siamo "tiepidi" con Gesù e con il nostro prossimo.
Gesù vuole tutto da noi... perchè ama il SI e non il NI. Lui legge nel cuore e sa chi dice il vero!
Lui sa chi è onesto, chi mente, chi ingiustamente è condannato e chi e cosa è ingiustamente osannato. Gesù vuole tutto da noi, perchè... ci vuole tutti santi.
G.BonarRIGO

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venerdì 17 agosto 2007

Fiumedinisi (ME), cinque tonnellate di Fede... portate a spalla!




Cos'è veramente la Fede? Come si manifesta? Certamente Essa si dimostra con le Opere di Carità! Ma, quando, osservando un evento religioso si può parlare di Fede... e quando invece di semplice apparenza? Il caso che vado adesso ad esaminare, già ampiamente dibattuto in questi giorni, è la cosidetta "Festa della Vara". Una Festa di cui si è sempre parlato... più o meno sottovoce negli anni, nel comprensorio jonico. Tanto più che, la stessa si ripete con cadenza solo quinquennale. Quest'anno, però, la diretta satellitare di SKY e l'impegno dell'intero Staff di "Tele 90" e di altre Reti televisive locali, hanno messo sotto la lente d'ingrandimento un evento religioso-culturale, di dimensioni enormi.

La Vara, una “Macchina votiva", la cui realizzazione risale al diciassettesimo secolo, ha una lunghezza di circa undici metri per un metro e settanta in pianta. Il suo punto più alto, (circa sette metri e mezzo), è costituito dalla postazione del “Padreterno”, (impersonato da sempre da un bambino in costume), posizionato e legato su un seggiolino, in cima ad una struttura in ferro, su cui spicca un mappamondo. Sulla Vara, prendono posizione, l’Arcangelo Gabriele e la Madonna, nonché numerosi altri bambini vestiti da angioletti e persino l’adulto erede del mastro che la realizzò. All’epoca, due furono i Mastri che costruirono e resero funzionale l’opera. Uno fu il falegname che realizzò la Vara stessa, l’altro fu il muratore, che sistemò la via (comunque molto stretta), attraverso la quale avrebbe dovuto poi compiere il tragitto l’imponente “Nave dei fedeli”. Si narra, che, inizialmente, l’altezza raggiungesse i ventuno metri. Tale altezza venne ridotta considerevolmente, successivamente ad un grave incidente, nel quale perse la vita il personaggio “Padreterno”.

A Fiumedinisi, in provincia di Messina, (paese collinare), non ci si passa per caso, ci si deve andare apposta. Le enormi masse di fedeli, e diciamolo, anche di curiosi, hanno dunque dovuto organizzarsi per l’evento. Da qualsiasi parte venissero.

Il Popolo Fiumedinisano, ha "trasmesso" in questi giorni al mondo intero, la sua orgogliosa Fede verso la Vegine Maria. Un popolo che non ha mai dimenticato le proprie origini, le proprie usanze, le proprie tradizioni, e, oggi le ripropone, senza per questo sconoscere e sfruttare appieno, le potenzialita tecniche e tecnologiche dell'era moderna. Dimostrando infatti che, di fronte alla Fede, non esistono nè esisteranno mai... "tempi moderni" o "tempi antichi", ma, solo il tramandarsi di generazione in generazione, del “Dono” che Maria ha dato all'uomo.

In molti dei nostri paesi, si fa festa... commemorando i Santi, in modi simili ma differenti allo stesso tempo. Vedi la festa di Savoca, in onore di Santa Lucia, (rappresentata in modo piuttosto teatrale, con i suoi buoi agghindati, i suoi Romani e Giudei che scuotono la corda alla quale è legata la bambina “Lucia”, e “ù diaulazzu”, che reso aggressivo e repellente dalla sua maschera orrenda, vestito di rosso e con i campanacci ai fianchi, insidia la bambina “Lucia” col suo forcone rosso), che si è avuta nello stesso 12 agosto; vedi la festa di Limina in onore di San Filippo d’Agira (ù Santu chi balla); ecc. ecc. ecc.

Ma, perchè, "la Festa della Vara" mi ha colpito? Forse per lo sforzo necessario, da parte di oltre centocinquanta fedeli nel portare a spalla le cinque tonnellate di legno, ferro e persone? Forse mi ha colpito il loro candido e ricamato abito e i loro piedi scalzi? Oppure mi ha colto l'emozione che mi ha trasmesso lo scatto iniziale... e poi… il "canto" dell’Annunciazione dei tre bambini, che hanno impersonato il Padreterno, l'Arcangelo Gabriele e la Madonna? Forse, niente di tutto questo mi ha colpito in particolare; neanche il fatto, che i portatori, (i quali si tramandano di generazione in generazione, con atto notarile, il posto sotto le tre travi), in alcuni casi... venivano dall'estero…proprio… … "pi mmuttàri", ma, l'insieme di tutto ciò mi ha regalato un senso di Fede.

Giovanni BonarRIGO

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giovedì 7 giugno 2007

Il Parroco non è "La CHIESA"

Lo so, la Religione Cattolica di Santa Romana Chiesa, sta perdendo terreno rispetto alle altre
religioni. Anche la Famiglia, sta attraversando un periodo di crisi profonda.
Facendo una brevissima disamina dei secoli scorsi, ci si accorge, come, ciclicamente,
siano state grandi, le vergogne perpetrate dalla Chiesa.
Talvolta, esecuzioni operate addirittura in nome di Dio stesso.
Il potere temporale del Papa e le lussureggianti cattedrali, furono "condannate" dal fraticello di Assisi. L'esercito del Papa, le Crociate in terra Santa, provocarono sangue e morte!
Il "Traffico delle Indulgenze" rappresentò un esproprio di beni in cambio della promessa
...del Regno dei Cieli.
Fino ad arrivare agli abusi di potere, più o meno evidenti alle masse, e.. ai soprusi sugli indifesi,
e peggio ancora, agli abusi sessuali di qualche sconsiderato prete, di cui si discute ultimamente.
Tutto ciò, ha nuovamente infangato l'immagine della Chiesa.
Ha dato un motivo in più a chi aveva interessi contrastanti con essa, non solo di allontanarsene
e di screditarne l'immagine, ma di creare dei sottogruppi o addirittura di indurre tanti fedeli
a cambiare religione.
Ma, a scanso di equivoci, il Parroco non è la Chiesa Cattolica Cristiana. Non lo è mai stato!
L'uomo che serve Messa, è un servo di Dio, purtroppo, non sempre degno di esserlo.
Tuttavia, nonostante, i numerosi eventi storici negativi, non dobbiamo fare di tutta l'erba un fascio.
I gruppi di preghiera contemporanei, i miracoli che avvengono ancora oggi, le buone opere di Santi,
Preti martiri, o semplicemente, di Preti Buoni come il compianto Padre Irrera,
(a cui è stato recentemente intitolato uno Slargo in una via, proprio a Roccalumera),
stanno a testimoniare, come il Bene trionfi sempre sul male.
La storia ci racconterà, come gli eventi, guidati dalla Fede e dalle Opere di (relativamente) pochi Cristiani, sovverteranno ancora i tremendi mali del Mondo intero. Io ne sono certo, come che Dio esiste!
Giovanni BonarRIGO

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