Il GRIDO (Il Blog di Giovanni bonarRIGO)

sabato 5 aprile 2008

Salvatore Giuliano, EROE o... bandito?

Elezioni Regionali in Sicilia,
torna di moda, il tema "AUTONOMIA"


Il nostro popolo, la gente di Sicilia, nei secoli ha combattuto innumerevoli battaglie per conquistare la libertà, per guadagnarsi l'autonomia da un potere, quello dei "baroni", che la opprimeva e la umiliava. Tanti nostri valorosi avi sono morti, per aver infine il diritto di possedere un fazzoletto di terra da zappare. Sono morti perche volevano giustizia, perchè volevano... sopravvivere. Ancora oggi, la conquista dell'AUTONOMIA e del LAVORO, sono ancora "tema" di CAMPAGNA ELETTORALE.

Salvatore Giuliano, chi era costui? Un Robin Hood di Sicilia (fra il 1943 e il 1950), o nemico numero uno del Paese. E per Paese, intendo ovviamente all'Italia. Intera. Ad ascoltare i cantori di un tempo, (qualcuno rimane ancora oggi), sembrerebbe proprio che, Giuliano sia stato un Eroe, un Liberatore dei poveri "strazzati", affamati e disperati. A leggere la storia, che dopo cinquant'anni, ancora conserva in se dubbi e lacune immense, sembrerebbe inequivocabile la "vocazione" delinquenziale del personaggio. Anzi, il "re" di Montelepre, come venne soprannominato Giuliano, si rese colpevole di numerosi omicidi, rapimenti, assalti a caserme e ad associazioni di coltivatori. Ma, la cosa più tremenda di ciu si rese protagonista, fu la strage di Portella della Ginestra. Non avesse compiuto questo tremendo massacro di innocenti, forse oggi, osanneremmo comunque un Eroe. Primo Maggio 1947. Quel giorno, contadini con donne e bambini, che, come in una mattinata in festa, procedevano pacificamente nella vallata di Piana degli Albanesi. Sventolavano bandiere rosse. Quella folla, animata da entusiasmo, non aveva esitato a percorrere diversi chilometri, anche a piedi, per sentire parlare di occupazione di terra da coltivare. Terra da zappare per vivere. D'un tratto da un cespuglio dall'alto di Monte Pizzuto, parte la prima raffica di mitraglia. Urla e sangue, morti che stramazzano sull'erba. Cinque interminabili minuti... di fuoco, terrore e morte.

Ma quando nacque il "Salvatore Giuliano bandito"? Probabilmente il giorno in cui, fermato da una pattuglia di Carabinieri a cavallo, venne "pizzicato" a trasportare farina di contrabbando. Il contrabbando in quel periodo di profonda carestia e fame, era l'unica risorsa alla quale i contadini si potevano aggrappare. Il ragazzo, aveva percorso diversi chilometri per acquistare quel grano. Grano che in parte gli sarebbe servito per la propria famiglia, e in parte avrebbe venduto ad un prezzo alto, ai vicini di casa. Vogliono portarlo in prigione i Gendarmi, ma lui tenta di scappare. Un Carabiniere per fermarlo gli spara, lo ferisce, Giuliano che ha una pistola al segiuto risponde al fuoco e lo uccide sul colpo. Da quel momento, diventa un nemico della legge, un assasino. Scapperà, si rifugerà sulle montagne, la sua vita non sarà più la stessa, braccato dalle Forze dell'ordine per sette anni. Costituirà una banda di taglieggiatori. Una banda ben armata, vista la grande quantità di armi lasciata sul luogo dalla guerra. Ma, fino a quando non scenderà a patti con la mafia del luogo, Giuliano, rappresenterà per molti il Liberatore. La speranza di una Sicilia Libera e indipendente. Se ne parla ancora ai giorni nostri, di Sicilia Indipendente, ma ancora oggi, rimane un sogno. Ma torniamo al "re" di Montelepre; dicevamo che il popolo dei disperati era con lui, fino a quando la mafia lo ha mandato a chiudere loro la bocca col piombo a Portella della Ginestra.

Chi era Giuliano? L'uomo di cui tutta l'Europa (e non solo), parlò. L'uomo che mise in ginocchio lo Stato. Fosse ancora vivo mio nonno Giovanni, (al tempo Carabiniere), potrei chiedergli i dettagli della sua Idea Separatista, (voleva annettere la Sicilia agli Stati Uniti d'America), della discesa delle forze armate dal nord. Esercito, Polizia. Delle torture perpetrate in caserma ai suoi parenti ed ai suoi presunti amici, per farli parlare. Dei titoli sui giornali dell'epoca. Della sua morte, tradito dal suo migliore amico, Gaspare (Aspànu) Pisciotta. Giuliano nuore crivellato da colpi di mitra, nella casa di Cortile De Maria a Castelvetrano. Lo uccidono le forze dell'ordine? O forse viene ucciso altrove da un solo uomo, magari alle spalle, e poi trasportato in quel cortile già morto? Ma questo poco importa!

Chi era dunque Salvatore Giuliano? Uno che non voleva fare il contadino per campare. Un semianalfabeta, perfino ingenuo quando pensava di poter separare la Sicilia dal resto d'Italia, servendosi di un esercito di zappaterra e per di più, illudendosi di essere appoggiato dalla mafia in questo. Assasino e Liberatore, rapitore ed illuso. Illuso di liberare la Sicilia dalla fame. Oggi, questa stessa Sicilia, una terra ancora in cerca di se stessa, vorrebbe sconfiggere un nemico occulto. La Mafia! Ma, ciò è relativamente facile (eppur impossibile) da attuarsi. Basta dare al popolo (tutto), dignità e lavoro onesto, e liberarlo dal clientelismo politico dei "baroni". Era questo, forse, il sogno di Salvatore Giuliano "ù banditu"?
.
P.S. Nino, ho segnalato il problema, presto lo risolveranno!
.
IO GEOMETRA
Clicca il mio progetto per il FOTOVOLTAICO

Etichette: ,

giovedì 3 aprile 2008

Su JoniaNews di Aprile i miei pezzi.

Vi parlo di Caravaggio e... rispondo ad una vostra lettera.

Da ormai parecchi mesi io scrivo sul mensile JoniaNews. Quì, mi occupo prevalentemente di Spiritualità. Sul numero di APRILE, (che oggi esce nelle edicole della riviera jonica), in questa occasione, però, troverete un mio "pezzo" su Michelangelo Merisi detto "Caravaggio". Per la cronaca, lo avete già letto su questo blog, nel post del 20 febbraio 2008. Nell'articolo, vi parlo anche della mia Mostra di Pittura al Museo Pigorini di Roma. Svoltasi tra il 26 ed il 29 Febbraio scorso, in occasione del primo Convegno dell'Associazione Nazionale Banche del Tempo. Sempre su JoniaNews di Aprile, rispondo ad una lettera inviatami sotto Natale, (che volete... adesso me l'hanno pubblicata). Vi invito a leggerla.
.
P.S. da oggi potete commentare i post del mio blog anche in forma semplice e... anomima.
.
video
Clicca il mio video sul "soldatino e la fatina".

IO GEOMETRA

Clicca il mio progetto per il FOTOVOLTAICO

Etichette: , ,

martedì 1 aprile 2008

Siate semplici e puri come bimbi, disse Gesù!

"Sono venuto per i peccatori... non per i giusti".

Un giorno un uomo fu "chiamato"... ad una Preghiera Comunitaria in una chiesa che non conosceva. Erano quattro gatti, riuniti al cospetto di un prete dalla barba e dai capelli bianchi. Un po' titubanti i fedeli... perfino il parroco non nutriva grande ottimismo... ma, l'uomo venuto per ultimo ebbe parole di fiducia per i fratelli. "Abbiate pazienza, verranno altri oggi, e questo gruppo, vedrete, crescerà sempre di più". Da dove veniva quell'uomo? Cosa lo induceva a sbilanciarsi in dichiarazioni così ottimistiche e rassicuranti, lui che era un laico, lui che era un comune peccatore? Eppure, quel giorno quella chiesa a poco a poco si riempì di gente e poi, quel Gruppo di Rinnovamento dello Spirito crebbe davvero. Forse perchè guidato da un santo Parroco Missionario, o forse perchè voluto da Dio stesso? Nei giorni, nei mesi, negli anni, ognuno portò in preghiera le proprie miserie, le proprie debolezze, il proprio umano io. Desideroso di aiuto, desideroso di pentimento. Chi sfiduciato, chi solo e triste, chi povero... chi schiavo dei propri errori della vita. E, chi in un modo chi in un'altro... si sentirono liberi da un peso, forti di qualcosa che non avevano mai provato dentro di loro stessi. Quell'uomo che aveva dato fiducia agli altri, se interrogato, sapeva darsi solo la più semplice delle risposte. E' la volontà di Dio, diceva. Eppure, un giorno, il Prete dalla barba bianca, venne chiamato in disparte da uno che passava ma non per caso. Questi volle appartarsi con il Sacerdote, perchè aveva da raccontargli un fatto importante. Iniziò: "U sapiti Patruzzu? Quell'uomo lì... (e lo indicò da lontano senza farsi scorgere), du cristianu ddà, u sapi vossìa chi cristianu ièti? Chiddu ieti un cristianu sgarbutu". Il Prete gli rispose: "Vedi figliolo, non dubito che quell'uomo che indichi tu possa essere stato sgarbuto, ma posso dirti cosa è diventato all'interno di questo gruppo. Il migliore di tutti. Vedi caro figliolo, quì, noi non chiediamo ai fratelli quali essi erano o cosa facevano, nè siamo quì, come nostro Signore Gesù ci insegnò, per i giusti, ma siamo quì per aiutare chi vuole convertirsi a vita nuova". Ecco, cosa rispose il Prete Salesiano. E, l'uomo che era venuto a portare la accalorata notizia... se ne andò attonito e confuso.
(CONTINUA...)
.
.

Etichette: